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Il “benefizio di S. Anna” derivante dal testamento della Bollato a favore dell’istruzione pubblica, fu disposto dal Consiglio cittadino; i mansionari avevano l’obbligo di istruire la gioventù, pena la privazione del beneficio e la sospensione “a divinis”.

La Chiesa di S. Maria e S. Anna, costruita in cotto in stile romanico tardivo, conserva, dell’antica struttura, la pianta rettangolare a unica navata con copertura a capanna.

Dal 1814 al 1825, la chiesa fu radicalmente restaurata sotto la guida di don Gaetano Baccari; nel biennio 1933-34 fu rinnovata la facciata di mattoni a vista.

Sull’altare maggiore, dove un tempo era presente la pala di Palma il Vecchio raffigurante Sant'Anna, San Girolamo, Sant' Andrea, San Francesco e Sant’Egidio, di cui si sono perdute le tracce, è ora collocato un dipinto ottocentesco di Giovanni Baccari, raffigurante la Vergine che porge il Bambino ai Santi Anna, Giuseppe, Gioacchino e Jacopo.

Sull’altare di destra si trova la pala che rappresenta la Madonna del Carmine che appare a Santi, Re, Doge e altri personaggi e anime del Purgatorio; sull’altare di sinistra è posta l’opera con la chiamata di San Matteo Zelonio. Entrambi i dipinti, eseguiti nel primo decennio del XV secolo, sono verosimilmente riferibili alla pittura tardomanierista con collegamenti alla pittura di Tiziano, Tintoretto, Parmigianino e Salviati.

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