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La chiesetta oratorio dedicata a San Rocco, grazie al beneficio di Bianca Contarini, fu restaurata nel 1535 e affiancata, nel 1545, dal campanile.

Fu sede della congregazione dei Servi di Maria il cui convento era sito nell’area dell’attuale parco.

Soppressi i frati, San Rocco appartenne alle famiglie dei Dolfin, dei Soranzo e dei Cappellini. L’edificio di proprietà della famiglia Cappellini, fu ceduto alla Parrocchia di S. Sofia che a sua volta lo cedette al Comune con conseguente mutamento di destinazione affidando gli interventi per il restauro e abbellimento all’architetto Forlati.

Nel 1923 la chiesa di San Rocco divenne “Tempio della Fama” da cui la denominazione di famedio.

Inaugurato nel 1928 dopo la conclusione dei lavori, compresi gli affreschi dell’artista veronese Angelo Zamboni, rappresenta il monumento più significativo realizzato dal fascismo polesano in onore dei Caduti della Grande Guerra. Sulle pareti laterali sono posti i loculi che accolgono i resti di 120 militari lendinaresi trasferiti dal locale Cimitero da altri cimiteri di Guerra.  Nell’abside è affrescata la figura del Redentore tra due guerrieri e le lapidi dei deceduti in guerra a causa di malattia.

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