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Luogo di devozione e di frequenti pellegrinaggi, sorge dall’originario pilastrello eretto nel punto in cui venne prodigiosamente rinvenuta la statua lignea, scampata alla distruzione della casa di Giovanni Borezzo a causa di un violento temporale, nel 1509.

Nel corso dei lavori per la costruzione della cappella, si scoprì che l’acqua sorgiva del luogo si tingeva di rosso durante l’impiego da parte dei muratori.
Ritenendola pertanto destinata alle abluzioni purificatorie, fu incanalata e raccolta in una vasca che divenne il “Bagno della Madonna” presso il quale gli infermi chiedevano la guarigione.

La posa della prima pietra avvenne nel 1577 e l’anno successivo i monaci benedettini olivetani presero possesso del Santuario.

Nel 1695 la Madonna Nera venne incoronata dal vescovo Labia. Nel 1911 il Santuario fu innalzato a Basilica e successivamente ad Abbazia.

L’edificio, in origine a una sola navata e dotato di un’unica porta centrale, nel 1795, in occasione del I anniversario dell’incoronazione, subì sostanziali mutamenti ad opera di don Giacomo Baccari; a inizio Novecento, dopo il ritorno degli olivetani soppressi nel 1771, il Santuario fu abbellito con nuovi interventi.

Negli affreschi eseguiti dal pittore Giuseppe Chiacigh nel 1932-42 sono raffigurati i miracoli operati dalla Madonna del Pilastrello; nella cupola e nel catino sono rappresentati l’incoronazione di Maria e la Natività. Sono presenti tele di Angelo Trevisani, Tommaso Sciacca, Micocchi, Giuseppe Ribera, Gian Francesco Barbieri, G. Angeli.

Notevoli l’altare di pregiato marmo realizzato nel 1743 per iniziativa dell’abate G.M. Petrobelli e il tempietto della Gloria Marmorea con il simulacro della Madonna Nera attribuita a Giovanni Marchiori.
Innumerevoli gli ex-voto: suppellettili, tavolette dipinte, preziosi ma anche stampelle e fucili, che testimoniano nei secoli la fede verso “Il Tesoro dei lendinaresi”.

Nella navata sinistra si trova l'ingresso del Bagno - il cui impianto originario ha subito modifiche e rifacimenti  - con la vasca monolitica in marmo degli inizi del Novecento nella quale sgorga l'acqua miracolosa; sulla sinistra si trova la fonte, coronata dalla Madonna in bronzo di Policronio Carletti mentre alle pareti è presente il ciclo ottocentesco dei dipinti con i miracoli della Vergine del Pilastrello di Giovanni Baccari.

La torre campanaria a pianta quadrangolare di Francesco Santini, fu terminata nel 1741 e successivamente dotata di sei campane; composta da mattoni e pietra istriana raggiunge i 50,17 metri di altezza.

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